Dati Campionato
- 3892 Comuni Partecipanti
- 43036676 Abitanti coinvolti
- 261198.69 mq Totale Solare Termico
- 1508625.70 kW Totale Solare Fotovoltaico
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I Comuni svolgono un ruolo decisivo nella spinta alla diffusione del solare. Le migliori esperienze in Europa e in Italia sono infatti quelle dove gli Enti Locali hanno contribuito alla spinta delle energie pulite attraverso l’informazione dei cittadini, l’introduzione di regole semplici per i progetti, il coinvolgimento dei diversi attori imprenditoriali. In poche parole aiutando un processo che vede coinvolti molteplici attori e che può produrre, come dimostrano i dati del campionato solare, risultati significativi per le famiglie sia in termini di risparmio che di risposta ai fabbisogni energetici. Oggi che la ricerca sta permettendo di rendere sempre più efficienti gli impianti e di ridurne i costi, ora che finalmente in Italia si può avere con l’approvazione delle Linee Guida per gli impianti da fonti rinnovabili chiarezza sulle regole, diventa strategico il ruolo dei Comuni per rendere possibile una diffusione che dia benefici reali in bolletta alle famiglie, crei nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali, e integri gli impianti nel territorio e nel paesaggio. Ecco, per punti sintetici, cosa possono fare i Comuni per aiutare questa prospettiva.
1) L’OBBLIGO DEL SOLARE NEI REGOLAMENTI EDILIZI
I Regolamenti Edilizi rappresentano uno degli strumenti fondamentali per lo sviluppo del solare termico e fotovoltaico. Attraverso di essi è infatti possibile spingere l’integrazione del solare in edilizia con l’obiettivo di soddisfare una quota minima obbligatoria del fabbisogno elettrico e termico attraverso impianti fotovoltaici e termici installati sui tetti delle nuove strutture edilizie o da ristrutturare, siano esse pubbliche o private. Un esempio sono i 414 Comuni che hanno previsto all’interno del proprio Regolamento l’obbligo di installazione di pannelli solari nei nuovi interventi e nelle ristrutturazioni edilizie di una certa consistenza. Tra questi 237 Comuni prevedono l’obbligo di una quota minima di impianti solari sia termici che fotovoltaici, mentre 88 prevedono un obbligo che riguarda solo il fotovoltaico, 89 invece il solare termico. Questi Comuni hanno anticipato la normativa nazionale che nel caso del solare termico fissa degli obblighi ma non ha mai dato seguito all’indicazione per la mancanza dei Decreti Attuativi previsti dal D.lgs 192 del 2005. Mentre per il solare fotovoltaico già con la Finanziaria 2007 è stato introdotto l’obbligo di prevedere una quota minima di kW installati per ogni nuova abitazione, obiettivo che però per entrare in vigore deve essere recepito nei Regolamenti Edilizi Comunali.
Un ruolo da apripista per la spinta al solare nei Regolamenti Edilizi lo ha svolto il Comune di Carugate (MI) che già nel 2003 introdusse un primo provvedimento attraverso il quale si imponeva nel nuovo edificato un corretto orientamento degli edifici, l’uso di doppi vetri e l’installazione di pannelli solari termici. Successivamente adeguato nel 2008 con vincoli ancor più stringenti rimane un punto di riferimento ed un esempio di come le Amministrazioni Comunali possano intervenire in maniera decisa in questo settore. Tra i Comuni che hanno imposto attraverso il Regolamento Edilizio, l’obbligo del solare termico al fine di soddisfare parte dei fabbisogni di ACS alcune realtà si distinguono per scelte più decise e lungimiranti, come alcuni Comuni della Provincia di Milano (Basiano, Bollate, Inzago, Masate, Pozzo d’Adda) e Torino (Chieri, Collegno, Marentino) il cui obbligo prevede di coprire il 60% dei consumi termici per ACS. Ancora più elevate risultano le richieste a Sinalunga (SI) con il 65% di ACS, ed in due Comuni piemontesi: Leinì e Pinerolo (TO). Il Comune di Torino si è distinto tra le grandi città per aver introdotto precisi requisiti di innovazione energetica e ambientale in edilizia. Insieme a più elevate prestazioni di isolamento termico e di risparmio idrico sono stati introdotti indirizzi precisi per lo sviluppo del solare termico (che deve soddisfare un minimo del 60% del fabbisogno di ACS, nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni) e del fotovoltaico (con 1 kW di potenza installata per ogni alloggio). Nel settore del fotovoltaico sono da segnalare le scelte di due Comuni, Collesalvetti (LI) e Lanuvio (RM), uniche due Amministrazioni che prevedono una quota minima di pannelli solari fotovoltaici superiore a quello imposto dalla Legge Finanziaria del 2008 (1 kW per alloggio), rispettivamente con 1,2 e 2 kW. L’obbligo del solare nei Regolamenti Edilizi porta non solo ad avere maggiore attenzione nel costruire le nuove abitazioni ma anche ad una accelerazione nella diffusione di queste tecnologie, come nel caso del Comune di Leinì (TO), dove il fotovoltaico è salito dai 5 kW del 2008 ai 477 kW del 2010. Uno dei risultati più incoraggianti viene dal Comune di Sassari, dove il solare termico è passato da 40 mq nel 2008 a 103 mq nel 2010 e per il fotovoltaico da 13 kW a quasi 3 MW nello stesso periodo. Ma un altro aspetto importante dei regolamenti comunali è quello rappresentato dalla possibilità di indicare una direzione di innovazione ambientale in edilizia, intervenendo ad esempio rispetto ai bilanci energetici e idrici, attraverso misure di contenimento dei consumi e un miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici.
2) LA SEMPLIFICAZIONE PER GLI IMPIANTI SOLARI
Bisogna aiutare i cittadini e le imprese che vogliono installare impianti solari. Le difficoltà burocratiche sono oggi uno dei principali ostacoli alla diffusione degli impianti da fonti rinnovabili nel nostro Paese. I Comuni possono svolgere un ruolo decisivo facendo chiarezza sulle procedure, i passaggi e i tempi per i diversi tipi di impianti. La direzione dovrebbe essere quella di far diventare un atto libero e gratuito l’installazione di impianti solari su tutti i tetti al di fuori del centro storico e degli edifici vincolati. E in questi edifici fissare gli obiettivi di integrazione nelle coperture, magari in accordo con le soprintendenze, per rendere possibile anche qui lo sviluppo del solare. Sono diversi i Comuni che hanno fissato indicazioni per rendere possibile l’installazione anche nei centri storici, dai Comuni della Val di Cornia (Campiglia Marittima, Piombino, San Vincenzo, Sassetta e Suvereto) in Provincia di Livorno, ai Comuni di Vittorio Veneto e Colle Umberto in Provincia di Treviso. Ai Comuni spetta anche di fissare le regole per aiutare l’installazione dei pannelli solari in tutte le aree nei quali impianti di grande taglia sono più facilmente realizzabili e integrabili. Come le coperture di parcheggi, le aree dismesse (cave, discariche, ex industriali). Mentre occorre, in coerenza con le Linee Guida per gli impianti da fonti rinnovabili e le indicazioni regionali, individuare le aree “non idonee” per la realizzazione degli impianti fotovoltaici a terra in aree di interesse naturalistico e agricolo, oltre che criteri per una corretta progettazione e distribuzione dei pannelli. L’obiettivo deve essere infatti quello di consentire la realizzazione di alcuni impianti a terra in area agricola, ma di dimensioni limitate e che siano funzionali all’integrazione del reddito degli agricoltori per evitare l’abbandono delle colture e il cambiamento dei caratteri di paesaggi di pregio.
3) SOLARIZZARE I TETTI DEGLI EDIFICI PUBBLICI
I Comuni possono dare il buon esempio e installare pannelli solari sui tetti degli edifici pubblici, come scuole, biblioteche, uffici e ottenere un beneficio diretto in termini di risparmio in bolletta. Sono molti i Comuni che già oggi hanno scelto questa strada, secondo il censimento del Rapporto Comuni Rinnovabili 2010 di Legambiente sono 583 le Amministrazioni Comunali che hanno installato pannelli fotovoltaici sui tetti delle proprie strutture per una potenza totale di oltre 21 MW e 408 quelli che hanno installato pannelli solari termici, con oltre 30 mila mq. Il Comune con la più alta diffusione di pannelli fotovoltaici sulle proprie strutture è Bologna con 1.966 kW di pannelli fotovoltaici installati. Interessante è il progetto portato avanti dal Comune insieme all’Ente che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, che ha permesso di realizzare pannelli fotovoltaici sui tetti di 63 edifici e di produrre così 1,5 milioni di kWh/a risparmiando l’immissione in atmosfera di circa 1.500 tonnellate di CO2 l’anno. Per quanto riguarda il solare termico è interessante quanto realizzato a San Benedetto del Tronto (AP), dove sono complessivamente installati 500 mq su strutture pubbliche, come il Campo Sportivo, la palestra comunale, lo Stadio ed il complesso scolastico materna-elementare. Grazie a queste installazioni è possibile coprire il 95% del fabbisogno di acqua calda sanitaria di queste strutture.
4) IL SUCCESSO DEI GRUPPI DI ACQUISTO SOLARE
Se i gruppi di acquisto solidali (GAS) sono ormai una pratica molto diffusa sul territorio italiano come forma di acquisto “all’ingrosso” di prodotti agroalimentari biologici e artigianali, accedendo così a prodotti di qualità con prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato, pochi ancora conoscono le possibilità dei GAS solari. L’importanza di gruppi di acquisto di pannelli solari sta soprattutto nella possibilità di informare e coinvolgere le famiglie rispetto alle possibilità di queste tecnologie. Un esempio di assoluto successo sono i GAS di Legambiente, che in 4 anni di attività hanno portato all’installazione di oltre 2,2 MW di pannelli solari fotovoltaici e 673,5 mq di pannelli solari termici. Nelle installazioni realizzate con i GAS di Legambiente ad oggi sono state coinvolte circa 2.090 famiglie e installati 733 impianti solari. La maggior distribuzione è avvenuta in Veneto ma Gas solari stanno nascendo in molte altre Regioni italiane e sono in fase di realizzazione nei Comuni di Varese Ligure (SP), Caltanissetta, Messina, Ragusa, Agrigento e Palermo. I Comuni possono fare molto nella spinta dei Gas solari, informando i cittadini attraverso sportelli energia delle possibilità di risparmio nell’acquisto e aiutando la creazione di gruppi di acquisto.
5) AIUTARE LA CREAZIONE DI “ORTI SOLARI”
E per chi non ha un tetto a disposizione su cui installare i pannelli ma vuole comunque dare il suo contributo nella spinta al solare? Oggi in alcuni Comuni si sta provando a realizzare impianti solari in “multiproprietà” o “collettivi” o orti solari a seconda di come li si vuole chiamare. L’originalità di questa iniziativa sta nella possibilità di diventare proprietari di una quota di un impianto solare fotovoltaico. In questa partita i Comuni possono giocare un ruolo decisivo, aiutando coloro che vogliono promuovere un “orto solare” a scegliere le aree più idonee o contribuire a promuoverlo coinvolgendo come partner i cittadini. Diversi sono i progetti di questo tipo partiti anche in Italia. Uno di questi vede coinvolti il Comune di Buggiano (PT) e il Cna Toscana che installeranno un “orto fotovoltaico” pubblico/privato da 20 kW sulla copertura della palestra comunale. Il progetto prevede la realizzazione di 10 “stringhe”, cioè porzioni, che potranno essere acquistate da cittadini e/o imprese e il costo totale previsto per l’investimento è di circa 240.000 Euro, ammortizzabili in 7-8 anni e con un rendimento medio di una “quota” intorno all’ 8-10% l’anno. L’impianto inoltre verrà gestito da una cooperativa di dieci investitori, cittadini e piccole aziende, che in seguito alla sottoscrizione della quota potranno autonomamente scegliere a quale azienda affidare i lavori di istallazione. Un altro Comune che si sta muovendo in questa direzione è Castelleone (CR), dove dopo l’approvazione ad unanimità del Consiglio Comunale, è partito il progetto per l’installazione di un impianto fotovoltaico collettivo da installarsi sulla copertura della palestra comunale “il Dosso”, da 600 mq. Le persone interessate potranno sottoscrivere quote che vanno da un minimo di 1.000 a un massimo di 20.000 Euro, percependo quantitativi di energia proporzionati all’investimento. Altro esempio è quello inaugurato a Giugno 2010 nel Comune di Peccioli (PI). Si tratta di un impianto fotovoltaico da 1 MW, composto da 5.502 pannelli, ideato e realizzato da Belvedere Spa. L’impianto produce 1.300.000 kWh annui ed è costato circa 5 milioni di Euro, di cui circa 2,5, sono stati emessi sotto forma di obbligazioni comunali (BOC), acquistabili da cittadini e piccole aziende. Il resto invece è stato finanziato direttamente dalla Società realizzatrice. Le amministrazioni locali potranno inoltre utilizzare due opportunità previste dalla Legge 99/2009, la quale prevede che i Comuni possano destinare aree appartenenti al proprio patrimonio per la realizzazione di impianti solari fotovoltaici e di cedere l’energia prodotta ai cittadini, con il vantaggio per questi di poter accedere al servizio di “scambio sul posto” e al Conto Energia. Inoltre, i Comuni fino a 20 mila abitanti possono realizzare impianti, fino a 200 kW, a copertura dei consumi di proprie utenze, senza tener conto dell'obbligo di coincidenza tra il punto di immissione e il punto di prelievo dell'energia scambiata con la rete.
6) INTEGRARE IL SOLARE NEL TERRITORIO
Ai Comuni spetta il compito di far sviluppare il solare fotovoltaico anche con progetti di una certa dimensione da realizzare nelle aree maggiormente idonee, come i parcheggi, le aree industriali dismesse, le aree di cava abbandonate. Un esempio è il progetto realizzato nel Comune di Ottana (NU) dove è stata bonificata un’area industriale dismessa e costruito il più grande parcheggio fotovoltaico d’Italia da 2,1 MW. Di sicuro interesse è anche l’esempio del Comune di Carano (TN) dove sono stati installati circa 3.000 pannelli fotovoltaici per una potenza di 500 kW sopra una vecchia cava di porfido, un impianto capace di generare energia elettrica pari al consumo dei tre quarti degli abitanti del piccolo Comune trentino. Invece nel Comune di Oleggio, in provincia di Novara, è stato installato un impianto da 1 MW su un’ex discarica di rifiuti. L’impianto costituito da 5.808 pannelli è in grado di produrre circa 1.200 MWh annui di energia elettrica pari al fabbisogno di circa 500 famiglie. Di sicuro interesse è invece il recente accordo firmato dalla Regione Emilia Romagna assieme a Confservizi Emilia-Romagna, Anci ed UPI regionale il quale prevede di rendere disponibili le aree di discariche ormai esaurite e di sfruttarne la superficie per l’installazione di impianti fotovoltaici. Secondo alcune stime in Emilia Romagna, considerando le ex discariche presenti sul territorio, sono disponibili circa 1 milione 214 mila mq di campi fotovoltaici che potranno fornire una potenza complessiva di 56,5 MW. Ad Isera, provincia di Trento, invece è stata realizzata una originale installazione fotovoltaica da 730 kW sulla barriera fonoassorbente dell’Autostrada A22 del Brennero.
7) COSTRUIRE UNA MAPPA DEL SOLARE IN CITTA’
E’ fondamentale raccontare quanto sta succedendo nel territorio e informare i cittadini dello sviluppo del solare termico. Uno strumento realizzato in alcune città che hanno scelto di spingere con forza le fonti rinnovabili è quello di una mappa degli impianti installati nel territorio. In questo modo è possibile descrivere la diffusione degli impianti, mostrare con foto e informazioni le caratteristiche e la produzione. Insomma aiutare i cittadini a capire quanto si sta realizzando nella propria città ed evidenziare i vantaggi concreti del solare in termini di produzione energetica e risparmio per chi lo ha installato. Due esempi stranieri particolarmente importanti sono quelli di San Francisco e Barcellona, due città fortemente impegnate nell’innovazione ambientale e nella riduzione delle emissioni di CO2 con precisi obiettivi fissati al 2020. A San Francisco la Solar Map,sviluppata e gestita dall’ ufficio ambiente del municipio, utilizza le mappe di Google per segnalare, attraverso apposite leggende, l’indirizzo degli impianti solari presenti e descriverne le principali caratteristiche (la tipologia, la potenza installata, se di proprietà privata o pubblica, la ditta installatrice). Accanto a queste informazioni ci sono naturalmente quelle più generali su San Francisco in termini di impianti e potenza installati, energia prodotta da rinnovabili, informazioni su incentivi, tecnologie e opportunità per i cittadini e per le aziende. Il Sistema adottato da Barcellona è dello stesso tipo, ma sfrutta la “piattaforma globale” sviluppata dalla Climate Action Map al fine di raccontare e valorizzare le installazioni solari presenti a Barcellona (rese possibili anche grazie alla “Ordenanza Solar” che ha reso obbligatorio da diversi anni il solare in tutti i nuovi interventi edilizi) all’interno di una piattaforma che presenta le politiche che le città di ogni parte del mondo stanno portando avanti per ridurre il loro impatto sul clima e promuovere la sostenibilità ambientale.
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